Da qualche parte, sopra l'arcobaleno.
di
su 02-02-10 di 01:11 AM (217 Visite)
Una notte di Febbraio. Una notte dopo tante notti. E' la notte numero 9604 della mia vita.
Non che le abbia contate tutte, ovvio, ma questa è proprio la numero 9604.
D'improvviso ricordo giornate estive di gioventù, ghiaccioli azzurri all'anice e chilometri in bicicletta.
Ultimamente ho trascurato troppo il tempo. Ultimamente non mi sono accorto che sono passati dieci anni.
E' difficile mantenere un buon equilibrio tra il vivere e l'accorgersi del tempo che passa.
Mi piace pensare che in questo momento non molte altre persone stiano pensando a questo. Del resto l'altra parte del mondo avrà altri pensieri più diurni o più notturni per la testa, le popolazioni pseudo-confinanti parleranno d'altro e gli italiani staranno sognando le veline addormentati davanti alla TV inesorabilmente accesa.
Sorrido pensando a come tutto sia splendidamente semplice, lineare e comunque imprevedibile.
Di colpo conosci nuove persone, e con loro passi la maggior parte del tuo tempo che non passi a dormire. Di colpo ti accorgi di come il mondo non sia finto come lo annusavi ultimamente, nonostante la maschera che porta non lasci molti dubbi in proposito.
Di punto in bianco ti ritrovi a raccontare a un'amica quale fosse il tuo colore preferito di quando avevi sei anni, e la mattina dopo facendoti la barba ricordi tutto questo guardandoti allo specchio con un sorriso. Allora vorresti aver avuto più di un colore preferito, vorresti raccontarli tutti. Vorresti un arcobaleno da raccontare. Un colore, per quanto speciale, non è sufficiente.
Ma bisogna muoversi lentamente, quasi in punta di piedi, per non rompere l'armonia. Il tempo ha bisogno di tempo per essere ricordato. Un colore ha bisogno di una notte, per essere ricordato.
"Somewhere Over the Rainbow" dice Israel nelle mie cuffie.
"Somewhere Over the Rainbow" canta Israel nelle mie cuffie.






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