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Infinite Loop

Il primo parcheggio del 2010 e altre sciocchezze.

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Oggi non è solo giovedì. Oggi è anche il giorno di ripresa delle attività. Per tutti.

La pacchia è finita un'altra volta e si torna alla routine.

Io lo faccio con una velocità più o meno da bradipo tridattilo e, con un entusiasmo che farebbe addormentare anche lo struzzo Road Runner, scongelo la mia Piccola Grande Punto e mi appresto stoicamente ad affrontare il traffico.

Oggi non va poi così male. Il traffico intendo. Il resto è tutto abbastanza soporifero.

Milano è sempre la stessa, sempre grigia, sempre rumorosa anche nel silenzio, sempre sporca, sempre funzionante anche se non funziona niente. Ti lascia sulla pelle quella fantastica sensazione di asfalto bagnato e nelle narici quel terribile ed acre odore di smog.

Dopo qualche minuto sono quasi emozionato. È il primo parcheggio del 2010.

Ok, in realtà non è proprio il primo parcheggio in assoluto del 2010, ma il primo a Milano. Tanto basta.

Non che ci abbia messo poi molto, lo ammetto. Ripeto, oggi non va poi così male. Vero anche che mica lo trovi subito il parcheggio a Milano.

Una volta ci impiegai invano 40 minuti, fino a desistere sconfitto dai marciapiedi guarniti di lamiere colorate.

Oggi percheggio subito, ma non proprio vicinissimo. "Fa niente", mi dico propositivamente, "faccio due passi a piedi".

Non bisogna mica vedere sempre tutto grigio.

Sceso dalla macchina calcolo prontamente la distanza dal mio traguardo sull'iPhone e scopro che i due passi di prima sono divetati ottocento. Fa niente, sono comunque propositivo. Cammino.

Una volta giunto a destinazione scopro che tutto è esattamente uguale a come l'ho lasciato prima di Natale. Tutto.

A me piace il Natale. Mi è sempre piaciuto.

Mi piace un po meno, a dire la verità, da quando mi sono reso conto che è la festa che svuota i portafogli delle banconote per riempirli di scontrini; da piccolo non me ne accorgevo mica, ma l'ostacolo economico non mi allontana dal fascino della festa.

Certo ognuno lo festeggia a proprio modo, chi religiosamente, chi gastronomicamente, chi economicamente, e questo lo rende ancora migliore da un certo punto di vista. Schifoso da altri. Ma voglio essere propositivo.

Dunque, in questa mia riflessione, mi rattristo pensando a quanto non sia cambiato nulla. La neve avrebbe aiutato almeno a cambiare il panorama, ma il grigiume di questa fortezza economica al collasso mi ricorda con insistete cattiveria di come la neve sia sciolta, scomparsa, finita.

Sulle pareti i manifesti propongono cose del passato o del futuro. Del presente non importa niente ai manifesti.

Il 2010 comincia con una malinconia che è tipica della città meneghina e lascia sperare in poco di buono, ma io voglio essere propositivo.
Buon 2010.

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