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		<title>UMAG - Blogs - Infinite Loop di epoc</title>
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		<description>Community italiana dedicata al mondo Apple.</description>
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			<title>Disinformation Technology: servono davvero i computer nelle scuole?</title>
			<link>http://www.umag.it/blog.php?b=14</link>
			<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 16:06:25 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[[ATTACH=CONFIG]862[/ATTACH] 
 
Quella che insegnano nelle scuole *non è informatica*. Quella che spacciano come tale e che insegnano nelle scuole...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><a href="http://www.umag.it/attachment.php?attachmentid=862&amp;d=1265209529" id="attachment862" rel="Lightbox_14" ><img src="http://www.umag.it/attachment.php?attachmentid=862&amp;d=1271717552&amp;thumb=1" border="0" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla

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<br />
Quella che insegnano nelle scuole <b>non è informatica</b>. Quella che spacciano come tale e che insegnano nelle scuole <b>non è un bel niente</b>.<br />
<br />
Mentre molti genitori si lustrano gli occhi di fronte al loro <i>piccolo genietto del computer</i> appoggiando lo sviluppo di <b>laboratori informatici</b> e di <b>lavagne multimediali</b>, gli insegnanti devono fare i conti con un <i>branco di semi analfabeti</i> che a malapena riuscirebbe a distinguere un <b>congiuntivo</b> da un <b>operatore matematico</b>.<br />
<br />
<i>Proto-politicanti</i> e finti fautori dell'era moderna si riempiono la bocca di parole quali <b>mp3</b>, <b>PC</b>, <b>internet</b> e <b>tecnologia</b>.<br />
<br />
Interessante il fatto che la maggior parte di loro non sappia mandare un <b>SMS</b>. Quantomeno fa riflettere. Dovrebbe.<br />
<br />
<b>Hardware</b><br />
<br />
Lo dico sempre quando spiego la materia a qualcuno alle prime armi: &quot;<i>l'hardware è ciò che si prende a calci quando si incarta il software</i>&quot;.<br />
<br />
Ovviamente la gente ride quando lo dico. E ovviamente continua a dare botte al proprio computer quando qualcosa non va. Evidentemente non riescono a cogliere l'aspetto satirico della mia uscita.<br />
<br />
Uno degli errori che reputo più gravi è che nelle scuole si permetta l'utilizzo di macchine di cui non si conosce la loro struttura.<br />
<br />
Per carità, non che si debba necessariamente mostrare <b>CPU</b> e <b>schede video</b> ai bambini per turbargli il sonnellino notturno, ma la struttura è fondamentale.<br />
<br />
Io sono cresciuto con questo principio: &quot;<i>se sai come è fatto qualcosa, allora saprai usare quel qualcosa</i>&quot;.<br />
<br />
<br />
<br />
<b>Software</b><br />
<br />
Il <i>software</i>, questo <b>intangibile artefatto</b> che ci inchioda davanti al monitor.<br />
<br />
Il problema delle scuole? Il <i>software</i> utilizzato in laboratorio nella stragrande maggioranza dei casi è vecchio e desueto. Inoltre non necessariamente è lo stesso che sarà usato poi nel mondo del lavoro.<br />
<br />
Questa invenzione <i>tecnologicamente pornografica</i> che è l'<b>ECDL</b> viene bevuta da tutti come il patentino verso il futuro. Come il <b>digitale terrestre</b>. Povera <i>società dell'ignoranza</i>.<br />
<br />
Quanto tempo potrebbe metterci un ragazzino per imparare ad usare un <i>word processor</i> come il tanto ingiustamente noto <b>Microsoft Word</b>? Un giorno? Due giorni?<br />
<br />
Non è questo il punto. Il punto è che se gli si concede il <i>mouse</i> per qualche minuto riuscirebbero a muoversi con molta più disinvoltura del suo insegnante che ancora non ha capito se <b>Twitter</b> sia o meno il detersivo che la moglie gli aveva ricordato di comprare.<br />
<br />
Insomma, l'utilizzo di un <i>word processor</i> a livelli primordiali non mi sembra poi una così ardua impresa e sicuramente non lo considererei una <b>materia di studio</b>. Sarebbe un po' come insegnare  ad utilizzare una stilografica al posto di insegnare la grafia: in un clima del genere i ragazzi non possono che <b>confondere la forma col contenuto</b>.<br />
<br />
Bisognerebbe piuttosto insegnare i concetti di base, dall'<b>Algebra di Bool</b> alla <b>programmazione</b>.<br />
<br />
In questo però ci vedo almeno due problemi sostanziali:<ul><li>l'informatica al posto che semplice e interessante diventerebbe noiosa e faticosa, quindi non piacerebbe più ai ragazzi</li>
<li>l'informatica non potrebbe più essere insegnata da pseudo-docenti improvvisati ma richiederebbe personale qualificato</li>
</ul><br />
<b>Internet</b><br />
<br />
<i>Internet</i>: una delle più grandi invenzioni recenti.<br />
<br />
<i>Internet</i> è uno strumento per lo <b>scambio di dati</b>, che <b>alcune volte</b> possono anche <b>diventare informazioni</b>.<br />
<br />
<i>Internet</i> non è necessariamente e <b>mai sempre</b> una certa fonte di informazioni. Come dico spesso &quot;<i>è un po' come parlare al telefono. Dipende tutto dai soggetti che si trovano alle estremità del filo</i>&quot;.<br />
<br />
Ormai nelle scuole ai bambini viene dato immediatamente accesso alla rete <i>internet</i>, gli vengono assegnate ricerche che non risultano altro che uno scadente <i>copia e incolla</i> da <b>Wikipedia</b>, ma non gli viene spiegato come funziona e che cos'è il mezzo che stanno utilizzando.<br />
<br />
E' un po' come se l'insegnante di musica facesse suonare a caso un flauto o una tastiera ai suoi alunni nella speranza che questi riescano a produrre qualcosa di ascoltabile a furia di fastidiosissimi tentativi. Chi fa musica sa bene che un paradosso del genere non accadrà mai.<br />
<br />
<b>Epilogo</b><br />
<br />
Dedicare ore scolastiche all'insegnamento di rudimenti di finta informatica significa sottrarle a materie di gran lunga più importanti come la grammatica la matematica. Che imparino a casa a scrivere la letterina a <i>Babbo Natale</i> in formato <b>.doc</b>!<br />
<br />
Al giorno d'oggi la maggior parte dei lavoratori sa usare un programma di videoscrittura come quello citato in precedenza.<br />
Tutti, o quasi, hanno imparato dopo gli studi o addirittura nella stessa azienda in cui hanno incominciato a lavorare.<br />
<br />
Se non si ha un unico neurone si può imparare a usare <b>Word</b> in autonomia. Garantito. Quindi se non ce la fate <b>cominciate a preoccuparvi</b>.<br />
<br />
Molte altre cose invece è necessario impararle entro i vent'anni di età, poichè difficilmente si riuscirà a impararle altrimenti. Ad esempio i concetti alla base della matematica.<br />
<br />
<b>Non è vero che l'ECDL apra le strade del lavoro</b> e non è vero che sia necessario saper usare <b>Word</b> per essere assunti.<br />
<br />
Se si ha il cervello e si sa scrivere bene una lettera, <b>Word</b> lo si imparerà in un batter d'occhio, e in tal caso si sarà riusciti a dare forma al contenuto.<br />
<br />
<i><b>Nota:</b> ho usato <b>Word</b> come esempio di programma usualmente proposto nei corsi di informatica, ma personalmente lo odio.</i></blockquote>

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			<title><![CDATA[Da qualche parte, sopra l'arcobaleno.]]></title>
			<link>http://www.umag.it/blog.php?b=12</link>
			<pubDate>Tue, 02 Feb 2010 00:11:28 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[839 allegati (http://www.umag.it/attachment.php?attachmentid=839) 
 
Una notte di *Febbraio*. Una notte dopo *tante notti*. E' la notte numero *9604*...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><a href="http://www.umag.it/attachment.php?attachmentid=839&amp;d=1265069118" id="attachment839" rel="Lightbox_12" ><img src="http://www.umag.it/attachment.php?attachmentid=839&amp;d=1271717547&amp;thumb=1" border="0" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla

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<br />
Una notte di <b>Febbraio</b>. Una notte dopo <b>tante notti</b>. E' la notte numero <b>9604</b> della mia vita.<br />
<br />
Non che le abbia contate tutte, ovvio, ma questa è proprio la numero <b>9604</b>.<br />
<br />
D'improvviso ricordo <b>giornate estive di gioventù</b>, <b>ghiaccioli azzurri all'anice</b> e <b>chilometri in bicicletta</b>.<br />
<br />
Ultimamente ho trascurato troppo il <b>tempo</b>. Ultimamente non mi sono accorto che sono passati <b>dieci anni</b>.<br />
E' difficile mantenere un buon equilibrio tra il vivere e l'accorgersi del tempo che passa.<br />
<br />
Mi piace pensare che in questo momento non molte altre persone stiano pensando a questo. Del resto l'altra parte del mondo avrà altri pensieri più diurni o più notturni per la testa, le popolazioni pseudo-confinanti parleranno d'altro e gli italiani staranno sognando le veline addormentati davanti alla TV <b>inesorabilmente accesa</b>.<br />
<br />
Sorrido pensando a come tutto sia <b>splendidamente semplice</b>, <b>lineare</b> e comunque <b>imprevedibile</b>.<br />
<br />
Di colpo conosci nuove persone, e con loro passi la maggior parte del tuo tempo che non passi a dormire. Di colpo ti accorgi di come il mondo non sia finto come lo annusavi ultimamente, nonostante la maschera che porta non lasci molti dubbi in proposito.<br />
<br />
Di punto in bianco ti ritrovi a raccontare a un'amica quale fosse il tuo colore preferito di quando avevi sei anni, e la mattina dopo facendoti la barba ricordi tutto questo guardandoti allo specchio con un sorriso. Allora vorresti aver avuto più di un colore preferito, vorresti raccontarli tutti. Vorresti un arcobaleno da raccontare. <b>Un colore, per quanto speciale, non è sufficiente</b>.<br />
<br />
Ma bisogna muoversi lentamente, quasi in punta di piedi, per non rompere l'armonia. <b>Il tempo ha bisogno di tempo per essere ricordato</b>. <b>Un colore ha bisogno di una notte, per essere ricordato</b>.<br />
<br />
&quot;<i>Somewhere Over the Rainbow</i>&quot; dice Israel nelle mie cuffie.<br />
&quot;<i>Somewhere Over the Rainbow</i>&quot; canta Israel nelle mie cuffie.</blockquote>

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		<item>
			<title>Il primo parcheggio del 2010 e altre sciocchezze.</title>
			<link>http://www.umag.it/blog.php?b=7</link>
			<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 13:02:26 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[[ATTACH=CONFIG]355[/ATTACH] 
 
Oggi non è solo giovedì. Oggi è anche il giorno di ripresa delle attività. Per tutti. 
 
La pacchia è finita un'altra...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><a href="http://www.umag.it/attachment.php?attachmentid=355&amp;d=1262855152" id="attachment355" rel="Lightbox_7" ><img src="http://www.umag.it/attachment.php?attachmentid=355&amp;d=1271717500&amp;thumb=1" border="0" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla

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<br />
Oggi non è solo giovedì. Oggi è anche il giorno di ripresa delle attività. Per tutti.<br />
<br />
La pacchia è finita un'altra volta e si torna alla <i>routine</i>.<br />
<br />
Io lo faccio con una velocità più o meno da <i>bradipo tridattilo</i> e, con un entusiasmo che farebbe addormentare anche lo struzzo <i>Road Runner</i>, scongelo la mia <i>Piccola Grande Punto</i> e mi appresto stoicamente ad affrontare il traffico.<br />
<br />
Oggi non va poi così male. Il traffico intendo. Il resto è tutto abbastanza soporifero.<br />
<br />
Milano è sempre la stessa, sempre grigia, sempre rumorosa anche nel silenzio, sempre sporca, sempre funzionante anche se non funziona niente. Ti lascia sulla pelle quella fantastica sensazione di asfalto bagnato e nelle narici quel terribile ed acre odore di <i>smog</i>.<br />
<br />
Dopo qualche minuto sono quasi emozionato. È il primo parcheggio del 2010.<br />
<br />
Ok, in realtà non è proprio il primo parcheggio in assoluto del 2010, ma il primo a Milano. Tanto basta.<br />
<br />
Non che ci abbia messo poi molto, lo ammetto. Ripeto, oggi non va poi così male. Vero anche che mica lo trovi subito il parcheggio a Milano.<br />
<br />
Una volta ci impiegai invano 40 minuti, fino a desistere sconfitto dai marciapiedi guarniti di lamiere colorate.<br />
<br />
Oggi percheggio subito, ma non proprio vicinissimo. &quot;Fa niente&quot;, mi dico propositivamente, &quot;faccio due passi a piedi&quot;.<br />
<br />
Non bisogna mica vedere sempre tutto grigio.<br />
<br />
Sceso dalla macchina calcolo prontamente la distanza dal mio traguardo sull'iPhone e scopro che i due passi di prima sono divetati ottocento. Fa niente, sono comunque propositivo. Cammino.<br />
<br />
Una volta giunto a destinazione scopro che tutto è esattamente uguale a come l'ho lasciato prima di Natale. Tutto.<br />
<br />
A me piace il Natale. Mi è sempre piaciuto.<br />
<br />
Mi piace un po meno, a dire la verità, da quando mi sono reso conto che è la festa che svuota i portafogli delle banconote per riempirli di scontrini; da piccolo non me ne accorgevo mica, ma l'ostacolo economico non mi allontana dal fascino della festa.<br />
<br />
Certo ognuno lo festeggia a proprio modo, chi religiosamente, chi gastronomicamente, chi economicamente, e questo lo rende ancora migliore da un certo punto di vista. Schifoso da altri. Ma voglio essere propositivo.<br />
<br />
Dunque, in questa mia riflessione, mi rattristo pensando a quanto non sia cambiato nulla. La neve avrebbe aiutato almeno a cambiare il panorama, ma il grigiume di questa fortezza economica al collasso mi ricorda con insistete cattiveria di come la neve sia sciolta, scomparsa, finita.<br />
<br />
Sulle pareti i manifesti propongono cose del passato o del futuro. Del presente non importa niente ai manifesti.<br />
<br />
Il 2010 comincia con una malinconia che è tipica della città meneghina e lascia sperare in poco di buono, ma io voglio essere propositivo.<br />
<b>Buon 2010</b>.</blockquote>

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		<item>
			<title>Il mouse e il computer rotto.</title>
			<link>http://www.umag.it/blog.php?b=5</link>
			<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 00:16:06 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[[ATTACH=CONFIG]58[/ATTACH] 
 
Resto sempre affascinato di fronte alle persone che ti chiamano per chiederti aiuto. Nel mio caso capita che si tratti...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><a href="http://www.umag.it/attachment.php?attachmentid=58&amp;d=1260750194" id="attachment58" rel="Lightbox_5" ><img src="http://www.umag.it/attachment.php?attachmentid=58&amp;d=1271717470&amp;thumb=1" border="0" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla

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<br />
Resto sempre affascinato di fronte alle persone che ti chiamano per chiederti aiuto. Nel mio caso capita che si tratti di questioni di computer. Tutto è sempre <b>molto noioso e molto divertente</b> al tempo stesso. Una situazione paradossale.<br />
Certe persone addirittura riescono quasi a lasciarti a bocca aperta.<br />
Non ultimo mi è capitato il caso che ormai ho battezzato del &quot;<i>mouse e del computer rotto</i>&quot;.<br />
Per non annoiarvi riporto la conversazione telefonica, o almeno ciò che ricordo di essa.<br />
<br />
<b>Lui:</b> &quot;Mi si è rotto il computer!&quot;<br />
<b>Io:</b> &quot;Come ti si è rotto il computer? E' caduto?&quot;<br />
<b>Lui:</b> &quot;No. Non funziona più.&quot;<br />
<b>Io:</b> &quot;Come non funziona più? Non si accende?&quot;<br />
<b>Lui:</b> &quot;Si si! Si accende, ma se muovo il mouse non succede niente.&quot;<br />
<b>Io:</b> &quot;Ah, capisco. Ha un cavo questo mouse?&quot;<br />
<b>Lui:</b> &quot;Un cavo?&quot;<br />
<b>Io:</b> &quot;Si, un cavo.. Ce l'ha oppure è senza fili?&quot;<br />
<b>Lui:</b> &quot;Si, ha il cavo.&quot;<br />
<b>Io:</b> &quot;Controlla il cavo. E' attaccato bene?&quot;<br />
<b>Lui:</b> &quot;Mi sembra di si, insomma.. non è nemmeno possibile staccarlo dal mouse.. il cavo è un tuttuno col mouse.&quot;<br />
(quasi con le palle a terra cerco di farmi capire meglio, anche se fino all'ultimo ho sperato non ce ne fosse bisogno...)<br />
<b>Io:</b> &quot;Intendo se è attaccato bene al computer.&quot;<br />
<b>Lui:</b> &quot;Ahhh.. Aspetta che guardo...&quot;<br />
<b>Io:</b> &quot;Aspetto..&quot;<br />
<b>Lui:</b> &quot;E' staccato.. eppure.. ieri funzionava...&quot;<br />
<b>Io:</b> &quot;Forse ieri era attaccato..ecco perchè funzionava..&quot;<br />
<b>Lui:</b> &quot;Quindi era solo per questo che non funzionava?&quot;<br />
<b>Io:</b> (Tra me e me) &quot;No, è per l'imbecille che c'è davanti che non funzionava...&quot;</blockquote>

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