
Capita spesso di fissare la scrivania del nostro Mac. È qualcosa che facciamo, a volte, inconsapevolmente durante quelle giornate uggiose in cui fuori il tempo è cupo e gli amici sono indaffarati.
Prima o poi, avvicinandosi al Dock, attraverseremo, con lo sguardo, le strisce pedonali che separano le pile dalle applicazioni. Andando verso sinistra, a pochi passi dall’incrocio, incontriamo l’oblò della macchina del tempo; selezionandolo, possiamo percorrere la storia della nostra vita virtuale, delle centinaia di applicazioni e documenti sulle quali abbiamo lavorato, giorno dopo giorno, accumulando ricordi, idee e pensieri.
Immaginiamo di poterci spingere oltre i nostri ricordi, avanti nel tempo, fino ad approdare nel nostro futuro; immaginiamo, per un attimo, di riuscire ad anticipare i nostri passi, la nostra mente. Cosa ci riserverà il nostro Mac? È il 23 dicembre del 2050 e, come al solito, siamo alle strette con la scelta dei regali. L’albero di fibra ottica riciclata è già pronto in salotto, i regali per i parenti fiammeggiano nel solito luccichio di fiocchi e carta riciclata color oro, manca solo un regalo: il nostro.
Stanchi dopo un’insolita giornata di lavoro, ci dirigiamo verso l’Apple store cittadino desiderosi di acquistare il nuovo AiMac recensito sulle pagine di UnaMelaAlGiorno.it che abbiamo, come ogni giorno, consultato dal nostro iPhone.
Sono lontani i tempi in cui gli Apple store erano ubicati nelle grandi città. Il vecchio sistema a finestre è, ora, commercializzato insieme agli UMPC destinati ai bambini in età prescolare. Sono lontani anche i tempi degli iMac multicore sostituiti, ormai, dai nuovi AiMac. Gli AiMac sfoggiano, come al solito, il loro design minimalista che combina, sapientemente, alluminio biodegradibile e schermi OLED in vetro riciclabile. Lo spessore, che supera di poco il centimetro, ed il consumo di 1 KW/h, senza contare la scarsa produzione di calore e il rumore a 0 dB, lo hanno reso, da anni, il computer “da casa” per eccellenza.
Ciò che distingue l’AiMac dai modelli precedenti è, in parte, rivelato dal nome: Artificial Intelligence Mac. Al suo interno, al posto dei vecchi processori INTEL, troviamo una piccola rete neurale formata da 104 processori che lavorano in parallelo. Ogni processore, dal diametro di 0.1 nm, è in grado di funzionare come un singolo neurone e, in alcuni casi, di emulare il funzionamento di un’intera popolazione di neuroni.
Questi processori, denominati neuroni artificiali, lavorano in parallelo mediante un numero imprecisato di connessioni in fibra ottica, simili alle sinapsi, che si auto-modificano in virtù del compito da eseguire.
L'AiMac è dotato di un accessorio del tutto particolare, un braccio robotizzato che, fissato a una parete, permette all'AiMac di seguire i movimenti dell'utente e di posizionarsi automaticamente sempre nella posizione ottimale.
Alla sua prima accensione, l’AiMac, mediante una velocissima procedura guidata, ci consente di specificare l’utilizzo principale che faremo del nostro computer; sulla base di tale scelta, il nostro Mac, predisporrà i “pesi” che regolano le connessioni nella maniera più funzionale al nostro scopo. Ad esempio, un Mac destinato ad uno studio di montaggio video, attiverà le risorse necessarie all’analisi del parlato, dei movimenti contenuti all’interno di ogni singolo fotogramma, della percezione dei tratti somatici degli attori, e così via. Il vantaggio di questa architettura, consiste nella capacità, mediante un algoritmo basato sull’analisi degli errori, di “apprendere” il funzionamento ottimale al fine di predisporre il Dock con le applicazioni di maggiore uso e di realizzare montaggi video perfetti senza la necessità di intervento da parte dell’utente.
Analizzando la tecnica di montaggio dei vari utenti ed individuandone le peculiarità, l’AiMac, sarà in grado di effettuare da solo, con risultati assolutamente perfetti, l’intero montaggio video senza mai chiedere l’intervento diretto da parte dell’utente. Si può dire che l’AiMac è in grado di pensare. L’interfaccia grafica, inizialmente preimpostata, si adatterà ai gusti dell’utente così come le varie funzioni dell’OS.
Il Sistema Operativo, il Mac OIS (acronimo di Macintosh Operating Intelligent System), sarà progettato per garantire i più elevati standard di funzionamento basati sull’uso di gesture, feedback tattili e vocali, e, all’occorrenza, potrà essere controllato da appositi sensori applicati sulla testa. Il sistema, inoltre, disporrà di un sofisticato meccanismo di backup, il quale, utilizzando un apposito sistema di cloud computing, sarà in grado di registrare i singoli impulsi che transitano da un processore all’altro e di riprendere, in caso di blackout, il lavoro dall’esatto punto in cui era stato interrotto.
In realtà, il backup, costituisce solo una risorsa aggiuntiva in quanto, essendo la stessa rete presente all’interno dell’AiMac in grado di memorizzare, autonomamente e senza la necessità di supporti aggiuntivi, tutti i dati in transito, il backup servirà solo a riprendere il nostro lavoro da un altro AiMac o in caso di sostituzione del computer. I singoli processori, disporranno di una memoria interna in grado di memorizzare, secondo un algoritmo relazionale, le informazioni che gestiscono, eliminando la necessità di utilizzare dischi fissi e memorie di transito.
Purtroppo, il lancio dell’ipotetico AiMac è, attualmente, soltanto fantascienza ma, tuttavia, possiamo consolarci con la robustezza e l’eleganza degli attuali iMac che, anche se non eguagliano la potenza degli AiMac, sono in grado di soddisfare le esigenze di quasi tutti gli utenti attraverso un’ampia gamma di software ed hardware progettati in maniera maestosa e combinati, egregiamente, in modo da offrire design e prestazioni che vanno oltre gli standard informatici attuali.
Per chi desiderasse computer più performanti, esiste la possibilità di focalizzarsi sui Mac Pro, destinati, prevalentemente, ad un utenza professionale. In futuro, le differenze tra queste due linee, non esisteranno più ma, fino ad allora, conviene continuare a seguire UnaMelaAlGiorno.it e, sfruttando gli incontri organizzati dal sito, visitare di tanto in tanto l’Apple Store per provare con mano tutti i prodotti Apple.
System shutdown in 10 seconds, OIS sends to you its regards.







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