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  • Apple iAd: la pubblicità reinventata.



    Tre lettere presentano il nuovo orizzonte di Apple: iAd.

    Non poteva certo mancare la i davanti al termine più semplice che potessimo aspettarci per quanto riguarda l'advertising.

    Come da rumors, Apple ha presentato lo scorso 8 Aprile la sua nuova piattaforma di mobile advertising che nasce dalla recente acquisizione di Quattro Wireless, azienda molto meno di rilievo rispetto ad AdMob, di cui Apple cercò invano di entrare in possesso al posto di Google, ma senza dubbio all'avanguardia.

    Ma che cos'è iAd? Non è solo pubblicità. E' la reinvenzione della pubblicità.

    Non ci credete? Beh, credevate a Steve Jobs quando presentò il primo iPhone dichiarando che Apple aveva reinventato il telefono?

    Come si fa a credere ad un uomo che in un epoca letteralmente invasa dalla telefonia cellulare ti guarda serio e ti dice che ha reinventato il telefono? Come si fa a credere ad un uomo che in un mondo completamente intriso di pubblicità ti presenta un nuovo ed innovativo sistema pubblicitario?

    Eppure, è così.

    La pubblicità presente nelle applicazioni per iPhone o iPod touch, fino ad oggi, è stata rappresentata da banner cliccabili che consentono all'utente di aprire una pagina web abbandonando così l'applicazione ospite dell'inserzione pubblicitaria. Eppure il cuore pulsante dei dispositivi basati su iPhone OS sono, di fatto, le applicazioni stesse. E allora perchè doverle abbandonare? E' assurdo. Così come su desktop il centro nevralgico dell'attività web è rappresentata dal motore di ricerca, su cellulare tutto parte della applicazioni.

    Partendo da questo punto di vista, iAd incorporerà nelle applicazioni stesse le pubblicità, in tutto e per tutto. Video, immagini, pagine web, suoni, giochi, tutto. I messaggi promozionali saranno integrati direttamente nelle applicazioni e offriranno un servizio che dovrà coniugare l'impatto emozionale con l'interattività del web. Come dimostrato durante la presentazione, la pubblicità offerta da iAd assomiglia molto di più ad una "applicazione dentro l'applicazione" in grado di offrire mini-giochi integrati ed opzioni interattive.

    In questo modo l'utente non abbandonerà l'applicazione e, cosa ancor più interessante, non sarà semplicemente catapultato sulla pagina web dell'inserzionista, bensì vivrà una piccola esperienza che gli consentirà di ricordare il marchio ed apprezzare il prodotto, pur non dovendo necessariamente visitare una pagina web. L'applicazione ospite continuerà ad essere attiva sullo sfondo ed accessibile una volta chiuso lo spot pubblicitario.

    Ovviamente iAd non sarà obbligatorio. Solo gli sviluppatori che vorranno integrare la pubblicità nelle proprie applicazioni potranno sfruttare tale servizio, percependo quindi un introito in base all'interazione degli utenti con le pubblicità presenti nelle proprie applicazioni. Il 40% andrà ad Apple mentre il restante 60% agli sviluppatori che pubblicheranno le pubblicità. Questo sistema spazzerà via AdMob e Google in un batter d'occhio.

    Perché ritenere che l'iPhone, l'iPod touch e l'iPad possano essere una buona piattaforma pubblicitaria? E' molto semplice: la matematica non è un'opinione.

    Citando lo stesso Steve Jobs intervistato in proposito: "Questione di numeri. Presto nel mondo ci saranno oltre 100 milioni di iPhone. Gran parte dell'attività mobile degli utenti dei prodotti Apple si svolge sulle applicazioni: in genere ogni utente le usa per 30 minuti al giorno. Se 10 spot pubblicitari appaiono su ognuno di quei telefoni, si ottengono 1 miliardo di contatti giornalieri tra consumatore e pubblicitario. Inutile sottolineare che il potere economico di questo dato".

    Quanto sarà difficile per gli inserzionisti pubblicare i propri contenuti? Molto semplice anche questo: l'intera piattaforma integrerà in iPhone OS le pubblicità che saranno basate su HTML 5, pertanto gli inserzionisti non avranno alcune difficoltà a proprorre il loro contenuti, dovranno solo attenersi al protocollo e ad alcune disposizioni circa i formati e le dimensioni. Vi sarà un sistema di approvazione ovviamente per supervisionare quali contenuti pubblicitari far comparire.

    Sta per cominciare la nuova era della pubblicità. La matematica non è un'opinione.