
Viviamo nell’era della propaganda, in un mondo dove le tecniche di marketing risultano essere “vincenti” rispetto alla qualità dei prodotti. I pubblicitari, non me ne abbiano, conoscono bene termini quali priming, generalità d’effetto, low-boll, ecc… Tutto è studiato per direzionare le nostre idee, spingere la nostra mente verso una specifica direzione, a favore di questo o quel prodotto.
Crediamo di essere individui razionali, capaci di elaborare qualsiasi stimolo approfonditamente per giungere a soluzioni “intelligenti” ma in realtà, in virtù delle limitate capacità di elaborazione del nostro cervello e della tendenza al risparmio cognitivo, spesso le nostre scelte sono il frutto di processi automatici che possono essere facilmente dirottati verso la migliore direzione per il marchio X.
L’uomo è razionalizzatore, ossia capace di distorcere la realtà per allinearla ai propri pensieri, mai razionale!
Il modo in cui un prodotto viene presentato, confezionato, esposto, può persuaderci ad acquistarlo, a discapito di altri di maggiore (o uguale) qualità e con prezzo inferiore. Per aiutarvi a capire analizzerò tre prodotti regolarmente acquistati e testati.
Partiamo dal modem/router Lynksys WAG-320N. Dalle caratteristiche sembrerebbe un prodotto eccellente, funzionale, adatto alle esigenze di tutti, ma è davvero così? Appena acquistato lo estraggo dalla scatola ed inserisco il CD di installazione che provvede ad installare la versione prova di un software per il controllo delle reti (Network Magic) sul mio computer. A cosa serve un software demo per il controllo della rete? A nulla! Il prodotto è, infatti, configurabile direttamente tramite interfaccia web. Tuttavia Cisco oltre al modem produce anche quel software ed è necessario che io sia costretto a provarlo ed, eventualmente, ad acquistarlo. Configuro il WAG-320N tramite un interfaccia web povera di opzioni (soprattutto per quanto riguarda la sicurezza). Dicono sia dual-band eppure si può scegliere una sola frequenza per volta: o la rete 2,4GHz oppure la rete a 5GHz. Creo una rete Wi-Fi con password WPA2 abbastanza complessa, abilitò il controllo degli indirizzi MAC e il DHCP, cambio la password del modem e…10 minuti dopo l’intero palazzo è connesso alla mia rete! Eppure nessuno conosce la password oltre me, il WPA2 è molto sicuro e il filtro degli indirizzi MAC dovrebbe impedire a computer non autorizzati di accedere ma, un momento, la lista dei MAC consentiti si espande aggiungendo computer non autorizzati, che posso fare? Cercare la causa! La causa è il WPS: se premete il pulsantino per associare il vostro computer, qualsiasi altro computer in zona viene associato al modem. Bazzecole, direte voi, basta ripristinare il router e riconfigurare la rete cambiando password. E invece no: una volta associati al router, qualsiasi rete creerete, i computer potranno sempre e comunque accedere. Impacchetto il tutto e lo rispedisco al mittente.
Decido quindi di acquistare un NETGEAR WNDR-3700. Router eccellente! Doppia banda simultanea, QoS, possibilità di creare guest network, Wi-Fi multimedia, e chi più ne ha, più ne metta. Devo però abbinarci un modem, quale? In rete mi imbatto nel D-Link DSL-320B: 24Mb download, 2Mb upload, autoconfigurante…perfetto. Estraggo il DSL-320B e noto un adesivo, che sembra cementificato sulla superfice del modem, che mi avvisa della necessità di inserire il CD. Lo inserisco e scelgo la lingua italiana e…l’installazione parte in polacco. Avrò sbagliato? Forse! Non mi resta che riavviare il CD e riprovare ma…sempre in polacco resta. A questo punto decido di configurare il DSL-320B dall’interfaccia web e tutto va a buon fine.
Alle 10,30 lo collego al WNDR-3700 ma…il router si collega ad internet senza far collegare me. A quel punto chiamo NETGEAR e mi risponde un tecnico straniero che, dopo un’affannosa comunicazione, decide di inviarmi una procedura per cancellare i cookies di Internet Explorer e ripristinare il router. Ma io non ho Internet Explorer! "Mi dispiace, ho altre chiamate in attesa!" Provo a richiamare e il tecnico successivo mi dice: “ se la procedura fornita dal mio collega non ha funzionato non so cosa dirle. Deve funzionare e basta!”.
Alla quarta telefonata mi dicono che è un problema del modem. Chiamo D-Link ed i supporto tecnico mi assicura che i loro prodotti sono progettati per funzionare (ed io che di solito acquisto prodotti sperando che non funzionino…) e che quindi è solo colpa del router. Richiamo NETGEAR e, finalmente, trovo un tecnico gentile che mi avvisa che il mio modem non è supportato dal router perché privo della funzione bridging.
Guardo l’orologio e mi accordo che sono le 17:30! Deluso, ripongo il modem nella scatola e mi rendo conto che dopo 7 ore e 30 € di telefonate ho avuto una risposta.
Ma come può un tecnico informatico arrendersi così? Dopotutto, il modem l’ho pagato e devo farlo funzionare. Mi rivolgo all’onnipotente Google e scopro che molti hanno avuto lo stesso problema. Riprendo il modem e mi metto a smanettare scoprendo che il bridging è supportato: basta solo scegliere le impostazioni manuali. Lo abilito e tutto si risolve.
Tuttavia, mi chiedo come sia possibile che dei prodotti così eccellenti, ben pubblicizzati, di marche note, siano così poco inclini a funzionare (forum docet) ed abbiano un supporto tecnico così pessimo. Se al posto di una persona che ha studiato informatica e che non si arrende dinanzi ai problemi ci fosse stato il cosiddetto “utente medio” cosa sarebbe accaduto? Sarebbe rimasto senza connessione a svalutarsi per non essere riuscito a far funzionare dei prodotti “autofunzionanti”; dopotutto, come dice il supporto tecnico, il router funziona, non c’è un motivo per il quale non riesce ad accedere ad internet e se c’è è solo colpa dell’utente che non ha cancellato i file temporanei seguendo la procedura!
Meno male che c’è Apple con i suoi prodotti perfettamente funzionanti e l’eccellente supporto tecnico. Ma cos’è successo alla batteria del mio iPhone 4? Ho aggiornato iOS al 4.3 e la sua durata si è dimezzata. Quasi quasi chiamo il supporto tecnico. La prima risposta è che il problema non esiste in quanto il nuovo aggiornamento migliora le prestazioni, non le riduce.
Ribadisco che i forum dicono il contrario e che molta gente ha lo stesso problema. La risposta? Se il problema si verifica Apple consiglia di: creare un nuovo account utente, rispristinare l’iPhone e risincronizzarlo senza usare il backup.
Ma se il problema fino ad un attimo prima non esisteva com’è che adesso addirittura Apple conosce una soluzione che con molti utenti ha funzionato? E che fine faranno gli anni di backup contenente e-mail, SMS, registri chiamate, impostazioni e punteggi applicazioni?
Morale della favola? Smettiamola di asservire i persuasori occulti! Prima di acquistare un prodotto valutiamo le diverse alternative. Una volta individuato quello più idoneo alle nostre esigenze, non basiamoci sulle caratteristiche decantate: testiamolo e verifichiamo che sia effettivamente ciò che dice di essere. Solo dopo un’analisi accurata, ed empiricamente fondata, possiamo essere certi di aver fatto la scelta giusta, d’altronde la differenza tra il modo in cui l’uomo libero ed il prigioniero osservano il sole sta nel fatto che solo il primo sa che la luce riflessa è la somma di vari colori, il secondo si limita a vederlo giallo.
Dinanzi a messaggi troppo semplici, basati sulle immagini, che non lasciano riflettere e che usano termini quale “migliore”, “automatico”, “autoconfigurante”, “semplicissimo”, “adatto agli utenti meno esperti”, sappiate che siete dinanzi ad un chiaro tentativo di propaganda che, probabilmente, ha già rivolto l’attenzione nella direzione stabilita dal comunicatore.








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